29 giugno 2010

Dinosauri Termali


I siti di nidificazione degli animali non sono mai casuali, in quanto essi stessi, al pari di tutte le altre strategie riproduttive, sono adattamenti risultati favorevoli alle specie che li hanno sviluppati.
Stabilire il perché della localizzazione di un sito di uova fossili è spesso molto difficile: è possibile che i fattori determinanti non siano fossilizzati, inducendoci a sovrastimare le evidenze geologiche ancora presenti. In alcuni casi, tuttavia, è possibile stabilire una correlazione tra ambiente e comportamento riproduttivo, con risultati molto interessanti.

Cos'è la Storia Evolutiva - Terza parte

Nelle precedenti due parti di questa serie, avevo discusso prettamente di un testo pubblicato recentemente, e che, a mio avviso, ha ricevuto un'enfasi eccessiva, sopratutto alla luce della sua carente taratura empirica. Non è mio interesse approfondire la questione in merito, dato che, fedele alla mia formazione, tendo a privilegiare opere scientifiche che siano il prodotto di una sintesi tra teoria e pratica prodotte entrambe direttamente dall'autore, e non solo elaborazioni retorico-concettuali fondate su una (seppur approfondita) ricerca in merito alla questione discussa. Ovvero, penso che in ambiti scientifici fortemente dipendenti dal dato empirico, solo chi si è applicato direttamente in quell'ambito può sperare di elaborare una sintesi coerente e meritevole dal punto di vista divulgativo. Così come io non potrei scrivere un volume interessante sulla cosmologia  (ambito che mi affascina e leggo spesso, ma che nell'atto pratico mi è ostica, dato che non saprei usare in modo approfondito alcun strumento di misurazione astronomica) così non penso che un filosofo del linguaggio possa scrivere qualcosa di profondo sull'evoluzionismo biologico, dato che dubito che abbia mai compiuto ricerche in quel campo. Ripeto: la Scienza non è solo mera Filosofia Applicata ma metodo di indagine fortemente vincolato agli oggetti contingenti e che si costruisce nella propria mente prima di tutto praticandola sugli oggetti reali. Ad esempio, nel campo dell'analisi filogenetica, ho imparato molto più costruendo direttamente analisi (ovvero, raccogliendo i dati, interprertandoli alla luce dell'anatomia -che ho dovuto approfondire-, convertendoli in istruzioni alfanumeriche, modificandoli e comparando le diverse alternative, elaborando test e interpretando i risultati) piuttosto che leggendo i (comunque necessari) testi teorici sull'argomento. E ciò che ho appreso non si limita alla mera tecnica di analisi, ma, sopratutto, riguarda il modo di interpretare i dati, che, si presuppone, sia il vero obiettivo della ricerca scientifica. Ed è proprio sulla base delle mie modeste ricerche, e della copiosa letteratura dei grandi naturalisti, che ritengo che l'Evoluzionismo non possa essere qualificato come una disciplina storica in senso stretto, nonostante che i suoi oggetti siano il prodotto di un complesso processo causale dispiegatosi nel tempo. Per spiegare la mia posizione mi rifarò ad una metafora introdotta da S.J. Gould, paleontologo e naturalista, che assieme alla ricerca sul campo ha prodotto una lunga serie di pubblicazioni teoriche e divulgative.

27 giugno 2010

_Spinosaurus_ a zonzo


Le mie interpretazioni sul rivestimento tegumentario nei theropodi giganti sono state esposte in precedenti post, ed attendono solo una verifica/smentita nei fossili. In questa tavola, uno Spinosaurus adulto si aggira per un bacino evaporitico in cerca di cibo. L'animale è ricostruito con un rostro corneo cheratinizzato, una vistosa gobba/vela dorsale, la superficie dorsale e anteriore del corpo rivestita di proto-piume, mentre il ventre e le zampe posteriori sono prive di proto-piume. Un'ampia sacca golare pende dal collo e dalla base della mandibola.

25 giugno 2010

Coelurosauria vs Creazionismo

Nella serie di post sulla Storia Evolutiva (in progresso) ho accennato ai fondamenti della teoria darwiniana. Tra questi, c'è l'ipotesi che la vita abbia un'origine unica, e l'ipotesi che tutte le forme di vita discendano da altre pre-esistenti per modificazione (il senso originario dell'evoluzione darwiniana è proprio la "discendenza con modificazione"). Questi due fondamenti del darwinismo hanno una ovvia conseguenza: tutti gli esseri viventi sono collegati tra loro da serie di antenati e discendenti, una connessione continua senza alcuna interruzione. Il cosidetto "creazionismo scientifico" afferma invece che i due fondamenti darwiniani citati prima non sono veri, e che, in particolare, sostiene che l'origine della vita sia riconducibile a eventi separati di creazioni distinte una dall'altra (ritenute quasi sincrone) e che l'eventuale differenziazione successiva alla creazione sia avvenuta sempre a partire da questi capostipiti originari.

24 giugno 2010

Coming Soon: Coelurosauria vs Creationism

Sì, avete letto bene.
Quale è il modo migliore per combattere qualcosa? Usare le sue stesse armi contro di lui!

Prossimamente, su Theropoda...

23 giugno 2010

Se potessi ridare il nome a _Spinosaurus_...

L'imposizione del nome è un atto importante che tutti i genitori conoscono. Io non ho figli genetici, ma ho avuto il piacere ed il privilegio di dare il nome a due nuovi generi di theropodi mesozoici. Attualmente, altri due nuovi fossili, dei quali sono co-autore del nome, sono in fase di pubblicazione (uno in preparazione, l'altro in revisione).
In questo post propongo un gioco, all'insegna del "What if...".
Foto originale dell'olotipo di Spinosaurus aegyptiacus, prima che fosse distrutto da un bombardamento nel 1944
Ammettiamo che il taxon Spinosaurus non sia mai stato scoperto dall'uomo, fino ad oggi, e che tu sia il paleontologo leader dello scavo che ha riportato alla luce il primo esemplare in Egitto. Ovviamente, saresti anche il primo autore della pubblicazione che descrive ed istituisce questo nuovo dinosauro. Che nome proporresti ai tuoi co-autori per questo fossile?

22 giugno 2010

Cos'è la Storia Evolutiva - Seconda parte

Questo post segue il precedente, al quale rimando per una completa comprensione della discussione.
Prima di affrontare nel dettaglio il concetto di Storia Evolutiva, e della sua accezione paleontologica, ritorno al libro di Piattelli Palmarini e Fodor citato nel precedente post e da Leonardo Ambasciano.

21 giugno 2010

Cos'è la Storia Evolutiva - Prima parte

Con questo post inizia una serie un po' fuori tema che nasce da una discussione partita da questo post di Leonardo Ambasciano a cui è seguito questo. Per chi fosse interessato, quindi, consiglio di leggere prima i post su Geomythologica.
Premetto solo due cose:
-i miei interventi sono stati e restano strettamente naturalistici e paleontologici, e non si interessano di discutere di ambiti che non mi competono, come le scienze "umanistiche" o la "storiografia". Dato che il primo post parlava espressamente di storia evolutiva biologica, ho ritenuto la mia opinione in merito sufficientemente ponderata per essere espressa.
-consiglio di leggere tutta questa serie di post prima di formulare giudizi o critiche alle mie parole: il tema è complesso e pretende una serie di digressioni, e non verrà concluso in questo primo post.

_Rahiolisaurus_ Novas et al. 2010 ed il destino degli abelisauroidi indiani

Recentemente, avevo parlato degli abelisauroidi della Formazione Lameta, ed avevo sottolineato quanto la fauna ipotizzata originariamente fosse eccessivamente ricca, considerando che, nei fatti, la maggioranza dei taxa erano stati istituiti su resti frammentari che non potevano essere confrontati tra loro per permettere di stabilire se e quali resti appartenessero ad un unica specie. Nel post alludevo alla prossima pubblicazione di un nuovo abelisauridae dalla stessa formazione. Finalmente, la pubblicazione è arrivata (Novas et al. 2010) ed istituisce Rahiolisaurus gujaratensis. 

17 giugno 2010

Simulator ac dissimulator


Come accennato in altri post, uno dei vantaggi del piumaggio è quello di conferire all'animale che lo porta una forma ed una dimensione maggiore di quella "reale" basata solo su muscoli e ossa. Questa capacità di dissimulazione può essere ampliata da una muscolatura della pelle preposta a variare la posizione e l'inclinazione del piumaggio, permettendo un vero e proprio trasformismo. Questo caso è probabilmente la forma più estrema e spettacolare,nella quale l'animale è capace di modificare radicalmente il suo aspetto in  risposta a eventuali predatori o competitori. 
Ringrazio Marco Auditore per la segnalazione.

Test su "Magnoviraptorosauria"

Nel precedente post ho parlato delle accattivanti similitudini craniche tra Oviraptorosauri, Scansoriopterygidi e Sapeornithidi. La conclusione basata sulla distribuzione dei caratteri e sulle effettive omologie dei dettagli che costituiscono nella realtà oggetti grossolani come "crani corti con denti rostrali prominenti" ci inducono a scartare l'ipotesi che questi tre cladi formino un'entità monofiletica che escluda gli altri maniraptori.
Ma, esattamente, QUANTO è improbabile questa ipotesi? Se risultasse che questo clade fosse solo pochi steps più lungo della teoria standard, allora si potrebbe ragionevolmente accettare che, forse, nuove scoperte potrebbero effettivamente confermare la sua validità. Al contrario, se questa ipotesi (che chiamerò "Magnoviraptorosauria") risultasse molti steps più lunga della versione standard, allora si può con molta tranquillità scartarla, dato che è altamente improbabile che nuovi taxa possano accorciare un grosso divario di parsimonia.
Ho quindi elaborato un test con Megamatrice, in cui ho incluso 75 taxa, principalmente aviali, tra cui i sapeornithidi, oltre agli scansoriopterygidi, alcuni deinonychosauri rappresentativi, tre oviraptorosauri basali e Sinosauropteryx, Haplocheirus e Falcarius come outgroups.

15 giugno 2010

Flying Oviraptorosaurs from Homoplasia Centauri? _Shenshiornis_ Hu et al. 2010

Il sapeornithide Omnivoropteryx, un bizzarro theropode con corpo da uccello e testa da oviraptorosauro basale
I theropodi sono caratterizzati da crani relativamente allungati. Ciò è l'estensione di una caratteristica generale degli archosauri, nei quali la regione preorbitale (anteriore) del cranio è più lunga di quella postorbitale (posteriore). Ovviamente, esistono eccezioni alla tendenza generale, con taxa che hanno accorciato il muso, evolvendo crani corti. Tra i theropodi mesozoici gli oviraptorosauri sono il caso più importante di queste eccezioni. Negli oviraptorosauri, la regione antorbitale è accorciata, col risultato che la parte preorbitale del cranio e lunga come la postorbitale. Questo fenomeno si osserva anche nelle forme più basali note, come Incisivosaurus e Protarchaeopteryx. Questi due taxa sono peculiari anche per la loro dentatura: i denti premascellari sono più grandi dei mascellari, ed in particolare il primo paio di denti è molto più sviluppato degli altri. Questa combinazione di muso accorciato e alto e dentatura rostrale molto sviluppata è una peculiarità degli oviraptorosauri basali, che persiste, anche se meno pronunciata, anche in Caudipteryx.
Per quanto bizzarra, questo mix di caratteri craniali e dentali non è esclusivo degli oviraptorosauri basali. Anche altri maniraptori, molto bizzarri, mostrano crani accorciati e robusti con una dentatura rostrale prominente.

_Bauxitornis_ Dyke & Osi 2010

Bauxitornis mindszentyae Dyke & Osi (2010) è un nuovo aviale dal Santoniano (Cretacico Superiore) dell'Ungheria. L'olotipo è un tarsometatarso quasi completo, comprendente tarsali distali fusi ed i metatarsi II-III-IV. Il taxon è diagnosticato dalla combinazione di secondo metatarsale molto corto, quarto subequale al terzo ed assenza di tubercolo per il Muscolo tibiale craniale sul secondo metatarsale.
La fusione del tarsometatarso e la presenza di una debole eminenza intercotilare indica che è un aviale.

13 giugno 2010

Sondaggio sui nomi dei dinosauri

Mi ricorda Kemkemia... :-)
Si è concluso il sondaggio (durato 6 giorni) con questo tema:
I nuovi nomi dei dinosauri dovrebbero
A) essere tutti con dei suffissi tradizionali (come "-saurus", "-raptor", ecc...).
B) essere lasciati alla libertà degli autori, senza vincoli linguistici.

Con il risultato di 72 voti totali, distribuiti in: A: 45 voti (62%); B: 27 voti (38%).
Come espressamente scritto nell'opzione A, il sondaggio sancisce una netta maggioranza "tradizionalista" tra i miei lettori. Ammetto di essere rimasto sorpreso del risultato. 
Io, come sempre, evito di votare nei miei sondaggi. Comunque, i lettori fissi avranno intuito che la mia preferenza va all'opzione B, a meno che non si voglia dimostrare che i termini Enantiophoenix e Kemkemia usano suffissi tradizionali.
Non è mia intenzione difendere la tesi B (il sondaggio era volutamente futile) ma è bene ricordare che gli autori di un nuovo nome scientifico sono vincolati solo a due regole, una scritta e una non scritta: non usare un nome già istituito, ed usa il buon senso. Nella grandissima maggioranza, queste regole sono state sempre seguite.
Per il resto, piena libertà creativa, sopratutto ora che la paleontologia dei dinosauri è disciplina mondiale in espansione in paesi e culture prima poco produttivi in questo ambito e non solo appannaggio di una ristretta minoranza di professori occidentali. Ricordo inoltre che i nomi, di qualunque origine siano, devono essere latinizzati, cioè trasformati in una parola che segua le regole del Latino, ma che ciò non implica che l'origine del nome debba essere greco-latina.
Una sola nota ai fan dell'opzione A: quale è il modo per riconoscere un suffisso "tradizionale" da uno "non tradizionale"? Solo i suffissi creati prima di un determinato anno sarebbero leciti? Chi deciderebbe tale anno? Mi interesserebbe sentire alcune opinioni di qualcuno che ha votato "A".

Non tutti i theropodi camminano allo stesso modo

Mi rendo conto che molti dettagli dell'anatomia dei dinosauri sono riservati agli "addetti ai lavori". Tuttavia, sarebbe scorretto assumere che un appassionato "profano" debba accontentarsi di concetti vaghi e semplicistici. In particolare, credo che chiunque abbia a cuore conoscere come i dinosauri vivevano, e non si accontenti di imparare a memoria i nomi delle nuove specie scoperte, debba conoscere un minimo di concetti fondamentali per comprendere la grande diversità di questi animali.
Un tema noto, ma molto semplificato dalla divulgazione, è quello secondo cui gli arti posteriori dei dinosauri erano più simili a quelli degli uccelli che a quelli degli altri rettili. Ciò è verissimo (e costituisce una delle prove dell'origine dinosauriana degli uccelli), ma eccessivamente semplificato. All'interno dei theropodi, ad esempio, esiste una ampia gamma di modelli locomotori, non tutti uguali, non tutti identici a quello che oggi osserviamo in uno struzzo o in un emù.

12 giugno 2010

Motivazione teorica per la presenza di piumaggio in _Tyrannosaurus_ adulto

Tyrannosaurus ed un elefante africano. Notate la forma affusolata del primo rispetto al secondo, che corrisponde ad una superficie corporea maggiore.
(Forse, un giorno, questa ricostruzione sarà totalmente obsoleta...)
Con la scoperta di Dilong abbiamo avuto la prima prova fossile che smentiva l'esistenza di pelle squamata in Tyrannosaurus. Tuttavia, nonostante queste evidenze, è stato proposto che Tyrannosaurus adulto fosse comunque privo di piumaggio. In assenza di prove dirette (ovvero, tracce di pelle inequivocabilmente associata a un adulto di Tyrannosaurus) è stato proposto un argomento teorico basato sul confronto con i grandi mammiferi tropicali attuali. 
L'argomento è il seguente: i grandi mammiferi con massa paragonabile a Tyrannosaurus (ippopotamo e elefante) sono privi di un denso manto pilifero. Ciò, probabilmente, per migliorare la dispersione dell'eccesso di calore in questi grandi animali endotermi in un clima caldo.
Questo ragionamento può essere applicato a Tyrannosaurus?

"Kayentavenator"... esiste?

Olotipo di "Syntarsus" kayentakatae (anche se questo theropode è probabilmente valido tassonomicamente, il nome "Syntarsus" va tra virgolette perché è provvisorio, dato che Syntarsus era già il nome di un insetto quando venne istituito il theropode, ed ha precedenza su quello del dinosauro)

In un recente post, ho parlato di Kayentavenator Gay (2010), basato su un esemplare frammentario di theropode di grado coelophysoide dalla Formazione Kayenta, e considerato distinto da "Syntarsus" kayentakatae, vissuto nella stessa Formazione. Nel post avevo sorvolato su aspetti di questo studio che in questi giorni hanno acceso vari dibattiti in rete. Dopo alcune conversazioni in rete con alcuni colleghi, penso che sia opportuno riprendere la questione. 
La pubblicazione di Gay (2010) ha due aspetti problematici, uno formale ed uno sostanziale.

07 giugno 2010

Un dente di...

Essere un Raider of the Lost Taxa significa amare anche il fossile più frammentario, e avere acquisito la capacità di carpirne il più possibile le informazioni ancora presenti. Un Raider of the Lost Taxa deve saper osservare, riconoscere e descrivere. La descrizione affina il riconoscimento, allena la mente e mette ordine nelle informazioni, aiutando l'identificazione, il riconoscimento e l'interpretazione. Infatti, la descrizione ti impone un ordine mentale, cha tanto più si conforma all'ordine della Natura, tanto più aiuta a svelarlo.
In questo momento, mentre scrivo, ho davanti un dente di theropode. Ogni tanto smetto di scrivere e lo prendo in mano. Si tratta di un bel esemplare, di colore rosso-ruggine, con ancora lo smalto lucido, striato da una fitta serie di linee sottili verticali intrecciate.

04 giugno 2010

_Psittacosaurus_, _Tianyulong_, e la paleoarte debole


Guardate questo Emu. Guardate come il suo lungo e folto piumaggio ricopra completamente il corpo, nasconda gli arti anteriori, scenda copiosamente dal dorso e dal bacino.
Ora pensate alle varie ricostruzioni di Psittacosaurus, Tianyulong ed altri dinosauri protopiumati, ricostruiti con delle striminzite serie dorsali di setole ritte verso l'alto, quasi che la logica biofisica non esistesse a quei tempi ed una moda punk-mohicana fosse l'unico imperativo mesozoico.
Non vi pare che quelle ricostruzioni siano poco naturali, irrealistiche e posticcie? Perché non si prendono ad esempio gli animali piumati attuali, come questo, invece di inventare creature brutte e fasulle?
Meditate, paleoartisti, meditate...

03 giugno 2010

Un elefante che mangia quanto un orso

Immaginate due fabbriche, entrambe impegnate a produrre automobili.
La fabbrica A produce automobili a basso consumo e ridotte prestazioni.
La fabbrica B produce automobili sportive, con motori molto potenti.
Entrambe i tipi di automobili hanno pregi e difetti: le auto A consumano poco, ma non vinceranno mai una gara di corsa; le auto B sono le più competitive sul mercato, ma consumano tantissimo carburante, al punto che, a parità di strada percorsa, quello che un'auto B beve  basta per una dozzina di auto A.

02 giugno 2010

La scatola cranica è la Stele di Rosetta della filogenesi theropode?

So che quello che sto per scrivere farà venire un colpo ad un epistemologo: la differenza tra paleontologia e fantascienza non è nel contenuto delle ipotesi, ma nel metodo con il quale si deve stabilire la correttezza di tali ipotesi. Una bella ipotesi paleontologica è fantascienza finché qualcuno non prende i fossili e controlla se quell'ipotesi è confermata o no dai fossili. Per questo, la stagione degli amori di Tyrannosaurus è fantascienza, mentre la capacità abduttoria del suo femore è paleontologia.
(Ovviamente, il fatto che sia confermata dai fossili potrebbe anche non significare automaticamente che quell'ipotesi è vera... ma quella è un'altra faccenda)