30 settembre 2011

BUON COMPLEANNO, ARCHAEOPTERYX!

La moneta commemorativa da 10 euro con cui la Germania commemora il suo fossile più famoso
Oggi, 150 anni fa, in un breve articolo in tedesco veniva istituito Archaeopteryx lithographica, il fossile più importante della Storia  - non a caso, un theropode - (Meyer 1861).
L'importanza di Archaeopteryx è indubbia: istituito solo 2 anni dopo l'uscita dell'Origine delle Specie di Darwin, costituì la prima forma "di transizione evolutiva" tra due "classi" (le allora distinte Reptilia e Aves), divenendo un'icona (controversa) delle Scienze, oltre che essere stato l'unico non-ornithuro con tracce di piumaggio per più di un secolo. Anche se proprio in questo suo 150° anno il nostro amatissimo paraviano bavarese abbia subito colpi alla sua veneranda aurea di "Primo Uccello", esso rimane e rimarrà sempre per noi che consideriamo l'evoluzionismo una delle più grandi conquiste del pensiero umano come l'archetipo del fossile-chiave. Archaeopteryx dimostra che senza paleontologia non può esistere una teoria dell'evoluzione completa. Solo la paleontologia fornisce i dati sulla struttura a larga scala dell'evoluzione, ed Archy, come voglio affettuosamente chiamarlo, è uno degli innumerevoli tasselli di questa grandiosa costruzione della scienza. 
Il fatto che, inoltre, Archaeopteryx sia un theropode che collega gli uccelli con gli altri dinosauri, è per me motivo ulteriore per fargli i più affettuosi auguri.

Auguri, piccolo grande theropode!

Bibliografia
Meyer von, H. 1861. Archaeopterix [sic] lithographica (Vogel-Feder) und Pterodactylus von Solenhofen. Neues Jahrbuch fur Mineralogie, Geognosie, Geologie und Petrefakten-Kunde, 6: 678-679.

29 settembre 2011

Theropoda: sabato in Onda!

Vi ricordo che il vostro paleo-blogger preferito sarà in onda sabato prossimo alle ore 20 a Moebius su Radio24 (versione corta) ed in replica la domenica alle ore 23 (versione lunga)!
Si parlerà di miti e leggende post-moderne sui dinosauri.

In seguito, linkerò la puntata di Moebius ascoltabile online.

27 settembre 2011

Billy e il Clonesauro IV

Prima di affrontare il tema del post una piccola digressione.
Ieri, sugli schermi USA è arrivata la serie Terra Nova, alla quale ho dedicato alcuni post.
Mi fa piacere che i commenti sulla serie non si discostino dai miei, e che quindi non ci sia spazio per i soliti critici che considerano le mie parole verso queste serie cinematografiche o televisive come frutto della perversione di un idiota psicolabile (parole realmente rivolte a me in passato). Tralasciando la banalità di una famiglia nel Mesozoico (Land of the Lost), di maniraptori in gruppo contro gli uomini (The Lost World), che i primi animali ad essere visti dai protagonisti siano brachiosauri con le narici al posto sbagliato (Jurassic Park, ma almeno quest'ultimo uscì 8 anni prima l'articolo di Witmer sulla posizione delle narici nei rettili, non 10 anni dopo!), che un grande theropode insegua una jeep (Jurassic Park), che i maniraptori siano squamati con mani da zombie (idem come la storia delle narici), che cosa rimane di una serie che mostra persone perdute in un mondo selvaggio (Lost) e alieno (Avatar)? 
Tornando al post...

25 settembre 2011

La passione e la paleontologia

Che differenza c'è tra operare un paziente e dire allo stesso paziente che dovrà essere operato?
Che nel primo caso, il medico deve essere freddo, metodico ed assolutamente competente in quello che fa. Nel secondo caso, egli deve essere empatico, deve saper rassicurare il paziente sulla necessità di tale operazione, deve ricordarsi che davanti a sé ha una persona, con le sue insicurezze e paure, una persona che sta affidando a lui il proprio futuro. In breve, nel primo caso deve seguire la mente, nel secondo caso il cuore. Ovviamente, questo esempio è impersemplificato, ma rappresenta bene quella che io considero la differenza tra la paleontologia (l'operazione) e ciò che spinge il paleontologo ad essere tale (la vita del paziente).
La paleontologia è la scienza che studia i fossili (non è la scienza che riporta in vita mondi perduti), e come tale è un'attività razionale. Non si fa paleontologia scherzando, fantasticando o giocando, né lasciandosi andare all'emotività. La paleontologia si fa ragionando. Perché esistono delle persone che intraprendono questa attività (ovvero, i paleontologi)? Perché li spinge una forza del cuore colossale e irresistibile, chiamata passione.
Scrivo questo post perché so che alcuni lettori di questo blog, che non mi conoscono di persona (ma solo come autore di post sul blog), probabilmente hanno di me un'immagine distorta e mi vedono come un freddo (e noioso) divulgatore di paleontologia privo di amore e slancio emotivo verso ciò che divulga. Ciò, forse, perché si ha la tendenza a vedere la passione come un estro senza briglie, e non l'applicazione metodica di una disciplina scientifica.
In realtà, niente è più emotivo e passionale del mio sentimento verso la scienza paleontologica. Forse, solo alcune donne sono riuscite a scalzare l'amore che da quasi 30 anni mi lega allo studio del passato profondo. Se fossi una persona fredda e calcolatrice, sicuramente mi sarei iscritto a facoltà più "sicure come futuro" (ad esempio, ingegneria, come molti mi suggerirono), invece che seguire l'amore della mia infanza e iscrivermi a Scienza Naturali col solo scopo di tentare la carriera paleontologica (e scoprire qualche mese dopo che c'erano altri ad aver fatto lo stesso... ma questa è un'altra storia). E ciò è ancora più vero in Italia, dove "paleontologo" fa rima con "disoccupato" (anche se, rispetto ai tempi in cui ero matricola, ora "disoccupato" fa rima con molte altre cose che un tempo non parevano assonarvi... ma questa è un'altra storia).
Se c'è una differenza tra la mia passione e quella di altri, forse, è che io non sono innamorato del passato preistorico (dei dinosauri, dei trilobiti o dei mammut), bensì della scienza che lo studia. Io amo il metodo, i tentativi, la ricerca, amo tenere in mano un blocco nerastro con qualche osso incastonato, perché amo quella sensazione di brivido che dà l'enigma celato in quelle rocce a forma di osso. Poi, però, nel momento dell'attività paleontologia, la passione viene celata, e si passa alla fredda elaborazione razionale. La passione tornerà fuori dopo, quando si condividerà con altri compagni di follia l'emozione della scoperta, il piacere della discussione e dell'investigazione dei dati, la gioia per la soluzione dell'enigma, per aver incluso un nuovo piccolo tassello a quel puzzle colossale che è la causa ed il fine delle nostre azioni.
Non so se ho trasmesso ciò che provo ai miei lettori, né se mai qualcuno di loro condividerà con me l'amore per la scienza paleontologica prima ancora che per i suoi risultati.
Se non amassi il metodo, la disciplina della scienza paleontologia, non sarei così ostinato nel cercare di diffonderla ai miei lettori, anche in modi che possono non piacere per la loro immediatezza e sarcastica insofferenza.
Dovete capirmi, lo faccio per la mia amata.

24 settembre 2011

Io ed i Decaloghi - Istruzioni per non fraintendere

Per motivi che solo in parte mi spiego, la miscela "Andrea Cau + Decaloghi (versioni più o meno ispirate ai Dieci Comandamenti del Vecchio Testamento)" genera polemiche o discussioni che, a mio avviso, sono del tutto spropositate rispetto al senso di tali opere.

Quando su Ultrazionale scrissi una parodia del Decalogo a tema degli appassionati di dinosauri, nacque un putiferio del tutto ingiustificato e che aveva totalmente frainteso il senso e le mire della parodia (al punto che ci fu chi mi insultò in modo esagerato e piuttosto infantile, quasi che avessi commesso chissà quale blasfemia ed arrogante profanazione di ciò che è più sacro: non per essere insensibile, ma infervorarsi perché si considera una parodia generalista un attacco personale mi pare alquanto bislacco).
Recentemente, un'altra parodia, il Decalogo della Paleoarte, ha generato discussioni che, sebbene interessanti, sono a mio avviso totalmente sproporzionate rispetto a quella che, dopo tutto, nacque come pura semplice parodia (al punto che, per avere tutti e 10 i comandamenti, ho dovuto a forza creare delle norme enigmatiche e sibilline).
Onestamente, mi pare esagerato tutto questo pontificare per discutere o smontare quel decalogo: Scott Hartman ha giustamente colto che il decalogo nacque come parodia del testo biblio, nei toni, linguaggio e nella forma, e non come "ricetta" da elevare al grado di legge. La mia, prima di tutto, era una sarcastica rivisitazione di quelle discussioni (spesso senza fine) in cui si tenta (invano) di stabilire una norma paleoartistica. Sebbene io condivida alcune delle leggi del Decalogo, ma solo per l'illustrazione scientifica, non le imporrei mai come "dogmi", dato che l'arte è per definizione senza briglie. Quanti di coloro che hanno letto il decalogo l'hanno capito per la parodia che è? Quanti l'hanno eccessivamente valutato, fraintendendolo?
Seriamente, ragazzi, state cercando di estrarre un senso (o di dimostrare un errore) in un decalogo nato puramente come frivolezza? Grazie, questo mi lusinga... ma credo che oltre una certa soglia ciò sia un'eccesso di zelo, oltre che un fraintendimento del senso originario di tale decalogo.
Un chiarimento: io sono ateo. Questo ha una profonda influenza sul mio senso del "sacro", che è un sentimento totalmente interiore e privo di trascendenze. Per me, quindi, il Decalogo Biblico ha sempre un interessante valore storico, ma non ha alcuna sacralità intrinseca da venerare e onorare. Anzi, come qualunque altro testo famoso, è ottimo per creare parodie.
Temo che per altri, invece, per formazione ogni decalogo abbia un intrinseco significato etico e sacrale. Bene, se siete tra questi, mettetevi in testa che i miei decaloghi non portano valori né ethos.
In conclusione, non è mio interesse offendere i sacramenti altrui (e se l'ho fatto, non era intenzionale), a me interessa solo provocare le menti, non i cuori, per stimolare una critica ed indurre a prendere un punto di vista "non convenzionale". 
Al tempo stesso, non attribuite alle mie parole una sacralità, dato che esse nascono da un cinico ateo dissacratore, che mette in discussione prima di tutto sé stesso.
Amen!

23 settembre 2011

Carnotaurus' Hand Reloaded

Avambraccio dell'olotipo di Carnotaurus sastrei in varie viste (da Ruiz et al. 2011)
Ho parlato in altre occasioni della peculiare atrofia dell'arto anteriore abelisauride. In particolare, suggerii che la ricostruzione ufficiale della mano di Carnotaurus (derivata da Bonaparte et al. 1990) non fosse corretta. Ad esempio, suggerivo che, data l'assenza di carpali in Aucasaurus e Ceratosaurus, fosse improbabile che le ossa ricostruite da Bonaparte et al. (1990) come carpali fossero tali. In questi giorni, Ruiz et al. (2011) pubblicano una dettagliata ricostruzione della mano dell'olotipo di Carnotaurus.
Noto con piacere che la mia previsione sui carpali era corretta (mentre non lo sono le varie identificazioni proposte da me sulla base solamente della immagini pubblicate). Inoltre, Ruiz et l. (2011) re-interpretano i supposti carpali come metacarpali. Se così fosse, Carnotaurus sarebbe unico in Theropoda nell'avere metacarpali I-III più corti delle rispettive falangi. Inoltre, Ruiz et al. (2011) identificano un osso conico come la seconda falange del terzo dito. Di fatto, questa ricostruzione ipotizza una formula falangeale per Carnotaurus come ?-?-2-0-x. Tuttavia, va notato che gli autori non riescono a stabilire l'identità di due ossa, che potrebbero essere falangi atrofiche delle prime due dita.
Seguendo queste interpretazioni, quindi, la mano di Carnotaurus condivide con quella di Aucasaurus un quarto metacarpale con l'epifisi distale atrofica e forma conica, sebbene Carnotaurus sia unico per l'ipertrofia del metacarpale rispetto alle altre ossa della mano. Tutto ciò suggerisce una marcata plasticità e diversità nella morfologia della mani abelisauridi. A mio avviso, ciò è legato alla perdita di funzionalità del braccio: non più vincolato dalla funzionalità, e quindi plasmato dalla selezione naturale per una detarminata funzione, le ossa della mano nelle varie linee abelisauridi sono state "libere" di accumulare mutazioni in ogni direzione morfologica possibile, divergendo rapidamente le une dalle altre.

Bibliografia: 

Bonaparte JF, Novas FE, Coria RA. 1990. Carnotaurus sastrei Bonaparte, the horned, ligthly built carnosaur from the middle Cretaceous of Patagonia. Contributions in Science. 416:-41.
Ruiz J, Torices A, Serrano H, and Valle L. 2011. The hand structure of Carnotaurus sastrei (Theropoda, Abelisauridae): implications for hand diversity and evolution in Abelisaurids. Palaeontology in press:  doi: 10.1111/j.1475-4983.2011.01091.x

20 settembre 2011

Talos sampsoni Zanno et al. 2011

Silhouette generica di Troodontidae derivato con segnato in rosso le ossa note in Talos sampsoni. Opera di Scott Hartman da Zanno et al. 2011
Quest'anno sembra essere dedicato ai Troodontidae, paraviali meno noti dei Dromaeosauridi, ma non meno interessanti.
Oggi, Zanno et al. (2011) istituiscono un nuovo taxon dalla Kaiparowits Formation, del Cretacico Superiore Nordamericano, Talos sampsoni. Come avrete intuito, la specie è dedicata a Scott Sampson, per i suoi studi nella Kaiparowits Formation.
I resti noti di Talos comprendono alcune vertebre, un'ulna, parte del bacino e dell'arto posteriore. Esso è il secondo troodontidae dal Cretacico Superiore del Nordamerica, dopo Troodon. Questo ultimo, tuttavia, probabilmente costituisce una sommatoria di più generi, dato che si distribuisce per oltre 4000 km in 20 milioni di anni. Dato che l'olotipo di Troodon è un dente, è probabile che tale morfotipo caratterizzi un clade più ampio di un genere singolo.
Talos è distinguibile da Troodon per le dimensioni adulte più ridotte, oltre che per una combinazione unica di caratteri, tra cui un piede più gracile con un tubercolo laterodistale della superficie dorsale del terzo metatarsale. L'olotipo ed unico esemplare di Talos sampsoni mostra una patologia a livello del secondo dito del piede. Dato che quest'ultimo non era utilizzato nella locomozione, è plausibile che tale patologia sia il risultato di un utilizzo aggressivo (predatorio o difensivo) del secondo dito specializzato.
Sia l'analisi di Zanno et al. (2011) che Megamatrice collocano Talos nella parte derivata di Troodontidae. In Megamatrice, Talos risulta in tricotomia con Zanabazar ed il nodo Troodon + Linhevenator.

Bibliografia:
Zanno LE, Varricchio DJ, O’Connor PM, Titus AL, Knell MJ (2011) A New Troodontid Theropod, Talos sampsoni gen. et sp. nov., from the Upper Cretaceous Western Interior Basin of North America. PLoS ONE 6(9): e24487. doi:10.1371/journal.pone.0024487

18 settembre 2011

Paleoarte sensu stricto, o sensu lato... ed il Cau "dogmatico" della paleontologia "snob"

Il blog Art Evolved dedica un post al mio Decalogo della paleoarte.
Ciò, in parte, mi fa sorridere, dato che quel post, come si evince da una delle sue etichette, era scritto in tono "leggero" e non pretendeva di essere inteso come una vera e propria "ricetta" che potesse generare discussioni successive. Ad ogni modo, mi fa piacere che le mie parole generino dibattito e discussione, spero costruttuivi.
Interessanti sono anche i commenti al post.
A differenza di alcuni lettori del post su Art Evolved, che menzionerò in fondo, Scott Hartman ha compreso che il mio post era una parodia, e che non voleva essere un sermone pontificante. Tuttavia, una precisazione è necessaria. Quando io parlo di "paleoarte", mi riferisco ad un insieme molto ristretto di tutto ciò che al mondo è chiamato "paleoarte". La Paleoarte "sensu Cau" è una Paleoarte sensu stricto, ovvero, solamente l'illustrazione scientifica. Per molti, invece, "paleoarte" ha un'accezione più ampia e include anche le emanazioni artistiche non-scientifiche delle conoscenze paleontologiche.
Chiariamo subito che non esiste una definizione universale di paleoarte, quindi, ognuno è libero di seguire la concezione che preferisce. Ciò, però, non significa che il mio post sul decalogo può essere letto seguendo la concezione che si preferisce. Il mio post si riferiva alla mia concezione, quella sensu stricto, limitata all'illustrazione scientifica e tecnica. Pertanto, polemiche sul senso del mio post che non tengano conto del concetto su cui si basa il post stesso sono peregrine.

Infine, una nota su un commento di un lettore italiano (che, se non erro, conobbi alla presentazione della monografia su Scipionyx). Con mio dispiacere, egli scrive:
"Yeah, Andrea Cau is a very talented expert on theropods, granted, but sometimes i guess he's too much "dogmatic" regarding science... Agree with you, by the way, i don't like this sort of snobbery which is lurking these days in paleontology, among scientists and non-expert dino fans either."
(il colore è mio)
Anche se lo ringrazio per i complimenti che mi fa ad inizio commento, sono totalmente in disaccordo sul fatto che mi consideri "dogmatico" (beh, almeno, egli stesso virgoletta, per smorzare il senso) nei riguardi della scienza. Che significa "essere dogmatico nei riguardi della scienza"? Si tratta di una sterile polemica condita con aria fritta? Vuole forse dire che sono "dogmatico" perché preferisco limitarmi alla scienza senza cadere nella mitologia, speculazione e fantasy? Quella è la concezione della scienza che Theropoda divulga da sempre. Il fatto che ciò non piaccia non è un motivo sufficiente per definirlo un modo "dogmatico" di considerare la scienza.
La scienza non ha dogmi, altrimenti si contraddice. Qualsiasi affermazione scientifica, in particolare in ambiti frammentari come la paleontologia dei vertebrati, è suscettibile in futuro di essere modificata. Ciò forse significa che ogni affermazione scientifica è effimera e come tale può essere sostituita con qualsiasi alternativa anche se attualmente non sostenuta da dati? Ovviamente NO! Quindi, che scienza "non dogmatica" si vorrebbe alludere? La retorica del "dogmatico", a mio avviso, è solo una scusa per nascondere un'insofferenza verso il tipo di paleontologia (e di scienza) divulgata su Theropoda. 
Infine, il lettore critica quella che egli chiama "questa sorta di snobbismo che in questo periodo si cela nella paleontologia" (e di cui, implicitamente, io sarei un esponente). Snobbismo? Dov'è lo snobbismo? Nel preferire i dati paleontologici alle speculazioni? Nel divulgare le ricerche e le scoperte invece che i giocattoli, film, poster, o videogames ispirati ai dinosauri? Nel cercare di far conoscere un linguaggio e dei metodi generalmente sconosciuti al grande pubblico? Nel voler diffondere l'idea che la paleontologia è una scienza rigorosa e metodica, e non una chiacchiera da bar sport? Anche qui, temo che il lettore in questione voglia presentare ciò egli non apprezza (o non capisce) della paleontologia come qualcosa di arrogante e "snob". 
Se egli non è interessato alla paleontologia come viene presentata in Theropoda, ciò è un suo diritto, ma egli non ha alcun diritto per questo di definirla dogmatica e snob.

16 settembre 2011

Applausi e Schiaffi


Diffidate da chi pontifica su argomanti naturalistici (come i dinosauri) senza conoscere i dettagli. A differenza di quello di Malcolm, il mio dio è nei particolari.
Come dissi una volta a Troco, i theropodi con le braccia fanno due cose principalmente: applaudono e tirano schiaffi. Ciò grazie ad una sinapomorfia chiave di Dinosauria (revertita in varie sottolinee derivate), l'espansione della cresta deltopettorale.
Notate come l'espasione (o riduzione) in lunghezza e/o ampiezza della cresta produca una diversa area di inserzione di pettorale e deltoide.
Prima di discutere sul modo di usare le braccia in un particolare clade, quindi, è bene sapere se, quanto e come fossero sviluppate le inserzioni muscolari.

15 settembre 2011

Dinosauri in Carne e Ossa III

Foto di Davide Bonadonna
Continua l'Invasione dei Dinosauri in Italia! Dopo Piacenza e Courmayeur, la mostra Dinosauri in Carne e Ossa si sposta al Castello Visconteo di Pavia. Sabato 17 settembre avverrà l'inaugurazione, alla quale parteciperò. La Mostra resterà a Pavia fino al 13 novembre.

14 settembre 2011

Prehistoric Minds

Vi segnalo sul sito National Geographic Italia, un articolo su Prehistoric Minds, il pluripremiato team di paleoarte e divulgazione scientifica formato da Simone Maganuco, Davide Bonadonna e Andrea Pirondini.

13 settembre 2011

Coming soon: Va in onda... Theropoda!

Chissà se qualcuno dei miei lettori che non mi ha mai incontrato dal vivo ha mai avuto la curiosità di sapere che voce ho.
Bene, prossimamente chi ha avuto questa curiosità la soddisferà! Infatti, sono stato invitato a Moebius, la trasmissione scientifica di Radio24, per un intervento legato proprio a questo blog e al modo con cui esso parla di dinosauri!
Vi terrò aggiornati...

12 settembre 2011

Coming Soon: Carnevale della Biodiversità V

Dopo la pausa estiva rieccoci qui a riproporvi la nostra iniziativa, il Carnevale della Biodiversità, in cui i principali bio-blogger italiani si cimentano su uno specifico tema, che sviluppano sulla base delle loro inclinazioni e competenze. Sinora i risultati sono stati superiori a tutte le aspettative, del che siamo molto soddisfatti, e speriamo di poter continuare a stimolare la curiosità e gli interessi di chi partecipa sia leggendo che scrivendo.

Ecco i link alle passate edizioni:
III - Le dimensioni contano
IV - Alieni tra noi

Torniamo ora alla carica proponendovi un tema che sarà ancora una volta una sfida e una provocazione: 

AI CONFINI DELLA REALTÀ: NICCHIE ESTREME 

Il blog ospite questa volta sarà questo blog, Theropoda, e la data di pubblicazione di questo carnevale sarà una difficile da dimenticare, il 12 Ottobre 2011, data in cui tutti i post verranno pubblicati simultaneamente dai blogger. Perché è una data difficile da dimenticare? Perché è la data della scoperta dell'America, e vorremmo che questo Carnevale ci parli di scoperte grandi e piccole nel campo della biodiversità. 

FAQ: 

D. Ho un blog in cui parlo di biologia e vorrei partecipare, come faccio? 
R. Semplice, manda una email di adesione a questo indirizzo e il comitato direttivo valuterà la candidatura (per mantenere alti gli standard siamo costretti a fare una minima selezione, della qual cosa ci sentiamo comunque molto in colpa). Chi ha già partecipato verrà invece contattato in privato dal Comitato. 

D. Non ho mai partecipato alle precedenti edizioni, posso partecipare a questa? 
R. Certamente, tutti i bio-blogger sono benvenuti. 

D. A chi mando il mio post dopo che l'ho scritto? 
R. I contributi al Carnevale vanno inviati a me, a questo indirizzo
D. Entro quando posso mandare la mia candidatura per partecipare? 
R. Possibilmente entro il 2 Ottobre.


D. Entro quando posso mandare il mio post a Theropoda per l'inclusione nella rassegna del Carnevale? 
R. Entro e non oltre il 10 Ottobre, per darmi tempo di leggere il post e recensirlo nella rassegna. Ritardi nell'invio del post potrebbero portare all'esclusione dal Carnevale. 

D. Ho una domanda sul Carnevale e vorrei discuterne in privato, con chi posso parlarne? 
R. Puoi rivolgerti a uno qualsiasi (o a tutti e tre in CC) del comitato direttivo, Livio Leoni, Marco Ferrari o Lisa Signorile.


Vi aspettiamo!

11 settembre 2011

Theropoda e l'incompatibilità coi giochi di ruolo

Questo post è una polemica verso persone che ingiustamente attribuiscono ad altri la causa del proprio insuccesso.
Quando questo blog nacque, circa 3 anni e qualche mese fa, il panorama della paleontologia dei dinosauri in italiano su Internet era abbastanza limitato. C'erano vari siti e forum, ma nessuno gestito da paleontologi, bensì da appassionati. Non c'è nulla di male in ciò, ma converrete con me che, sul piano qualitativo, un blog "professionista" può fornire qualcosa di qualitativamente superiore. Anzi, deve.
Theropoda nasce e si sviluppa per dare un punto di vista diverso rispetto ai precedenti. Ho notato che buona parte della paleontologia italica in rete sui dinosauri cadeva sotto un certo tipo stereotipato. Essa tendeva ad essere associata a cose non propriamente "scientifiche", come i giochi di ruolo, o il fantasy. Il risultato era una paleontologia ingenuotta e fantasticosa, poco rigorosa sul pieno metodologico, che divulgava una visione debole della paleontologia. Non fraintendete: giochi di ruolo e fantasy sono attività rispettabilissime, ma, ad essere onesti, slegate dalla paleontologia. Inoltre, e ci tengo a rimarcarlo, io non sono quel genere di persona che fonde queste cose. Non mi sono mai interessato ai giochi di ruolo, al fanstasy, e quindi non le associo alla paleontologia. Anzi, Theropoda nasce per quelli che, come me, non si sentivano rappresentati dalla paleontologia-fantasy che dominava allora la rete. Dico "dominava" perché ho notato che alcuni di quei siti si sono "estinti". La spiegazione, forse parziale, può essere dovuta al fatto che il pubblico in parte è cambiato. Forse, questo spostamento dei gusti è in parte dovuto anche al successo di questo blog, un successo sancito da oltre 600 mila visite. Non lo dico senza fondamenta: varie persone mi hanno detto di aver mutato il modo di vedere e concepire la paleontologia dopo aver scoperto Theropoda: da allora, i siti che prima essi frequentavano sono diventati per loro troppo ingenui, semplicistici e, sopratutto, poco rigorosi.
Non è un caso, anzi, si collega a quanto ho appena detto, che i più ostili critici di Theropoda, quelli con cui ho avuto i diverbi più diretti, siano legati direttamente a quei siti che ora sono estinti. Era inevitabile che nascesse uno scontro tra chi ha una visione "fantasy" della paleontologia e chi, come me, pensa che la paleontologia debba limitarsi a ciò che è tastabile scientificamente. Quando vedi che quella è gente che passa più tempo a inventarsi favole come le strategie di difesa dei ceratopsidi, il modo di combattere dei tyrannosauridi o altre idee impossibili da testare, ma che poi non sa distinguere una cresta deltopettorale (dell'omero) con quella cnemiale (della tibia), allora capisci perché quel modo di concepire la paleontologia ed il mio non sono compatibili. 
E qui chiudo la polemica, che forse molti non comprenderanno. I fatti, il successo del blog, il fatto che, unico tra i siti italiani, è linkato nei (e citato dai) maggiori paleoblogs internazionali, il fatto che esso sia parte della rete di legami e professionalità che sta facendo la "rinascita paleontologica italiana" sono ciò che conta, e non i piagnistei di chi, a causa della propria incapacità di autocritica e immaturità, si è autoescluso da ciò che oggi conta e conterà in paleontologia e paleoarte dei dinosauri.

10 settembre 2011

Il (mio?) meme della cresta nasale dentata di Spinosaurus

Simone Maganuco e sovrapposta la ricostruzione in scala della testa di Spinosaurus da lui realizzata in Dal Sasso et al. (2005). Notare la forma ondulata del margine dorsale della cresta nasale.
Darren Naish su Tetrapod Zoology ha in varie occasioni parlato dei memi iconografici che si diffondono nel mondo della paleoarte. Ad esempio, il Barosaurus "giraffa". Oggi, vi riporto un possibile nuovo meme iconografico paleoartistico, "nato" da me.
Nel 2005, Dal Sasso, Maganuco, Buffetaut e Mendez pubblicarono la descrizione di nuovi resti cranici attribuiti a Spinosaurus. Tra questi, parte della cresta nasale. Nella ricostruzione del cranio in Dal Sasso et al. (2005), ad opera di Simone Maganuco, la cresta viene completata con un margine dorsale leggermente ondulato (vedi immagine in alto). Chiamiamo questo modello: "Spinosaurus con cresta ondulata" (SCO). SCO è stato seguito da alcuni artisti, basandosi su questo concetto: la cresta in vita è una fedele riproduzione della cresta ossea proposta da Maganuco in Dal Sasso et al. (2005).
L'anno successivo, io proposi una ricostruzione leggermente differente. La mia idea era la seguente: le cresta visibile in vita, cornea, era un'espansione della cresta ossea. Ad esempio, la cresta ossea poteva essere la base per una serie di punte ossee, dei "denti" sopra la cresta. Chiamiamo questo modello: "Spinosaurus con cresta dentata" (SCD).
Spinosaurus (Cau, 2006): il primo SCD. - Notare la cresta nasale dentata con 4 punte dorsali.
Notare subito che SCD non era mai stato proposto in precedenza: tutte le creste precedenti, se presenti, erano o col margine dorsale continuo, oppure con la cresta di forma ondulata.
Ho motivi per credere che il meme dello spinosauro con cresta dentata si sta espandendo nel mondo della paleoarte.
Nel 2010, il team della Geomodel, sotto la supervisione scientifica di Simone Maganuco, ha realizzato una ricostruzione in scala reale, iperrealistica, di uno Spinosaurus adulto. La cresta è del tipo dentato! Simone Maganuco, infatti, ha voluto ispirarsi al mio modello dentato per la loro scultura, oltre che per farmi un omaggio (Maganuco, pers. com. 2010)!
Spinosaurus di Geomodel - Notare la cresta nasale dentata ispirata a Cau (2006)

Fin qui, penserete che la cresta dentata si sia diffusa come omaggio da un amico ad un altro. Allora, spiegatemi da dove viene questo:
Questo è il bozzetto per la ricostruzione di Spinosaurus che apparirà nella serie TV della BBC "Planet Dinosaur". Come vedete, lo spinosauro ha esattamente la cresta nasale dentata che ho "inventato io". La cresta ha 4 punte dorsali e la stessa altezza di quella creata da me nel 2005. 
Che dire? La BBC si ispira a me... (un onore!)
Se qualcuno è scettico, suggerisco di fare una veloce rassegna delle ricostruzioni in vivo di Spinosaurus e vedrà che tutte quelle con cresta dentata sono successive alla mia del 2005 e, inoltre, sono palesi imitazioni.
Che il meme SCD si diffonda!

Bibliografia:
Dal Sasso, C.; Maganuco, S.; Buffetaut, E.; and Mendez, M.A. (2005). New information on the skull of the enigmatic theropod Spinosaurus, with remarks on its sizes and affinities. Journal of Vertebrate Paleontology 25 (4): 888–896.

08 settembre 2011

Un nuovo troodontide con braccia ridotte

Un fenomeno ricorrente nell'evoluzione dei theropodi è la riduzione dell'arto anteriore. Essa è caratteristica di interi cladi (Abelisauridae, Tyrannosauridae, Parvicursorinae) oppure caratterizza singoli generi all'interno di linee evolutive (ad esempio, Austroraptor in Dromaeosauridae). Non tutti i casi sono analoghi. In alcuni, la riduzione dell'arto comporta anche la perdita parziale o totale della primitiva funzionalità (Abelisauridae, e forse Tyrannosauridae). In altri, la riduzione dell'arto pare una nuova specializzazione funzionale, non un'atrofia (Parvicursorinae). Un nuovo caso si aggiunge oggi.
Xu et al. (2011) descrivono un troodontide dal Cretacico Superiore della Mongolia Interna (Cina) ed istituiscono il nuovo taxon Linhevenator tani.
L'olotipo di Linhevenator comprende parte del cranio, alcune vertebre dorsali, scapola, omero, parte dell'ischio, femore e piede quasi completo. Tra le varie caratteristiche di Linhevenator è la riduzione dimensionale dell'omero, che è solo il 40% del femore. Nessun paraviano mostra una così marcata riduzione dell'omero, nemmeno Austroraptor. Tuttavia, a differenza di quest ultimo, l'omero di Linhevenator ha una robusta cresta deltopettorale, lunga metà dell'omero. Questo indica che le inserzioni muscolari (e quindi i muscoli) del braccio di Linhevenator erano ben sviluppati, e quindi pienamente funzionali. Quale adattamento rappresenti la riduzione del braccio in questo troodontide è incerto. Va notato che la riduzione del braccio è spesso caratteristica dei bipedi cursori, quindi, è possibile che il motivo sia epifenomenico alla cursorialità e non legato direttamente a qualche adattamento del braccio. 
Purtroppo, il braccio è poco noto nei troodontidi del Cretacico Superiore, quindi non è chiaro se questa caratteristica sia unica di Linhevenator o sinapomorfica per un clade più ampio.
Un'altra caratteristica di Linhevenator, condivisa almeno con Troodon, è la somiglianza in alcune caratteristiche del piede con gli Eudromaeosauria, tra cui un relativo accorciamento del metatarso e alcuni dettagli della morfologia del secondo dito.
Megamatrice colloca Linhevenator nei troodontidi derivati, come sister-taxon a Troodon: ciò è in parte in accordo con l'analisi di Xu et al. (2011), anche se i dettagli delle relazioni tra i troodontidi derivati differiscono tra le due analisi.

Bibliografia:
Xu X., Tan Q., Sullivan, C., Han F., Xiao D. (2011) A Short-Armed Troodontid Dinosaur from the Upper Cretaceous of Inner Mongolia and Its Implications for Troodontid Evolution. PLoS ONE 6(9): e22916. doi:10.1371/journal.pone.0022916

05 settembre 2011

Carcharodontosauridae MPM 2594 e Spinosaurus di Troco

Vi ricordate MPM 2594, il frontale di carcharodontosauridae dal Kem Kem al quale ho dedicato una serie di post nonché uno studio in arrivo sull'Acta Palaeontologica Polonica?
Nello stesso tempo in cui l'articolo era in revisione, ho chiesto a Troco di realizzare un'opera ispirata a questo carcharodontosauride. Questo è il risultato:



L'opera illustra una spiaggia cenomaniana del Nordafrica. La spiaggia è stretta, e bordata alle spalle da scogli e rocce. Ciò ha costituito una trappola naturale per un giovane Spinosaurus, appena ucciso da un Carcharodontosauride basale (MPM 2594). Due dei fratelli dello spinosauride ucciso, in primo piano, stanno fuggendo in acqua. 
Notate che sia il Carcharodontosauridae che gli Spinosaurus sono protopiumati nella parte dorsale del corpo, come protezione contro l'insolazione, e squamati nella metà ventrale. I giovani Spinosaurus non hanno ancora sviluppato l'ipertrofia delle spine neurali dorsali caratteristica degli adulti di questo genere.

Ringrazio Troco, eccellente come sempre, col quale ho sviluppato una notevole collaborazione di arte e paleontologia... e che sicuramente porterà in futuro ad altre opere immaginifiche come questa.

04 settembre 2011

Il comportamento dei dinosauri

Il comportamento dei dinosauri è probabilmente l'aspetto più frainteso della loro biologia, sopratutto dagli appassionati. A differenza di quanto si possa pensare, abbiamo molte indicazioni sul comportamento dei dinosauri Mesozoici, sopratutto di ciò che essi potevano o non potevano esprimere nel loro repertorio comportamentale.
La prima cosa che si impara in un corso di etologia (la scienza del comportamento animale) è che il comportamento è come qualunque altra caratteristica corporea dell'animale: il comportamento ha una base genetica, quindi si trasmette alla prole ed evolve secondo le stesse leggi che guidano l'evoluzione morfologica. Quindi, il comportamento non è una caratteristica "mistica" o diversa nelle sue logiche dal resto del corpo. Esso si studia nei dinosauri allo stesso modo che il resto dell'anatomia. Ovviamente, la prima fonte di informazioni è data dai fossili. I fossili del comportamento sono le orme, le tracce di predazione, le bonebeds. L'importante, è non leggere nei fossili quello che NON c'è.

03 settembre 2011

The Real Dinosaur Revolution

La prima iconografia (rivoluzionaria per l'epoca) di Deinonychus, ad opera di Bakker, in Ostrom (1969).
In questi giorni si parla molto nella dino-blogosphera della serie televisiva "Dinosaur Revolution". Come evidenzia il nome, e come traspare dalle scene che ho visto, la serie enfatizza il fatto che nuove scoperte e nuove concezioni abbiano prodotto una "rivoluzione" nel modo di vedere e concepire i dinosauri. 
Forse io vivo in un buco isolato dal mondo, ma non mi pare che ci sia stata una rivoluzione nella paleontologia dei dinosauri negli ultimi anni. Abbiamo avuto nuove scoperte, alcune inattese e veramente straordinarie, ma ciò non basta per parlare di "rivoluzione". Una rivoluzione è una cesura netta e radicale col passato. Nulla delle scoperte degli ultimi anni ha portato a tale stacco radicale con la paleontologia precedente. Anzi, ogni nuova scoperta è rientrata nell'alveo della concezione "standard" affermata nella paleontologia dei dinosauri.
Se vogliamo veramente parlare di "rivoluzione" nella paleontologia dei dinosauri, dobbiamo andare ben più indietro nel passato, ad almeno 40 anni fa.

02 settembre 2011

Planet THEROPODA (R)Evolution

Ho appena visto lo spot di 1 minuto su YouTube col quale la BBC presenta la sua prossima paleo-docu-fiction. No, non è Dinosaur Revolution, è un'altra produzione, probabilmente fotocopia, dal nome Planet Dinosaur. Quello che, ormai con regolarità da Yogurt coi fermenti lattici, ci viene presentato nel trailer è l'ormai canonica iperbole spettacolare...
Dato che io non sono da meno della BBC (ma quando mai?), ho presentato un post che presenta la nuova versione di Theropoda:
PLANET THEROPODA (R)EVOLUTION

01 settembre 2011

Cryolophosaurus fantasy e la mistificazione dell'etologia

Avevo scritto che non avrei più parlato di una serie tv in arrivo. Poi, qualcuno ha messo su YouTube in anticipo alcune scene della serie (scene poi rimosse per protesta dei proprietari della serie), ma non prima che io ne vedessi una, con protagonisti degli inventatissimi Cryolophosaurus. La scena è talmente sbagliata, scorretta e fastidiosa per qualunque naturalista, non solo paleontologo, che è doveroso parlarne. Anche se viene presentata come una fiction, infatti, la presenza delle interviste dei paleontologi implica che è un prodotto divulgativo. Per una volta, ciò che commenterò non saranno oscuri dettagli paleontologici, ma concetti che qualunque naturalista o biologo con un minimo background zoologico conosce bene.
La scena si apre con 2 Cryolophosaurus, una femmina ed un maschio, intenti a completare il nido con già le uova all'interno. I due sessi sono facilmente riconoscibili: il maschio è più colorato e con una cresta nasale più vistosa.
Già questa scena è zoologicamente sbagliata: nelle specie in cui maschio e femmina formano una coppia (specie monogame) e collaborano nella costruzione del nido, il maschio e la femmina sono pressoché identici nell'aspetto. Al contrario, quando il maschio è più vistoso, con creste e colorazioni, allora la specie presenta poliginia: un maschio con un harem di molte femmine: in questi casi il maschio non aiuta una singola femmina nella costruzione del nido.
La scena prosegue con l'arrivo di un altro maschio, che pare reclamare la femmina. Nasce una lotta tra i due maschi, che si conclude tragicamente con l'amputazione delle creste del primo maschio. Il vincitore raggiunge il nido, distrugge le uova e si allontana con la sua nuova femmina.
Anche questa scena è sbagliata zoologicamente: i maschi competono per le femmine PRIMA che queste si siano accoppiate e abbiano costruito il nido, e comunque questo comportamento accade nelle specie poliginiche, con il vincitore che conquista un harem e non una sola femmina. Ancora più assurda è la femmina: mentre il vincitore le distrugge l'intera covata, lei sta di fianco totalmente passiva ad assistere allo scempio: fino a prova contraria, una femmina non permetterebbe ad un estraneo, com'è il maschio appena arrivato, di distruggerle la covata (noto del maschilismo implicito nella scena).
Inoltre, le creste di Cryolophosaurus sono relativamente fragili e non strutturate per combattimenti: non sono armi, bensì ornamenti: ciò indica che le sfide tra maschi, se mai avvenivano, erano incruente (non comportavano ferite) e ritualizzate, oppure, più semplicemente, che i maschi non lottavano tra loro, ma si limitavano a conquistare le femmine con la loro bellezza, come avviene coi pavoni.

In breve, purtroppo vedo che continuano le rappresentazioni errate, dove una zoologia grossolana e all'acqua di rose viene usata per diffondere falsi miti. In questo caso, è stato creato un impossibile mix di caratteri comportamentali monogami e poligami, creando un qualcosa di falso ed evolutivamente impossibile. Forse il 99% del pubblico si beve la bufala colossale creata assemblando in modo acritico comportamenti evolutivamente incompatibili, ma io ed il restante 1% avremo sempre la nausea di fonte a queste cose che, onestamente, sono insulti alla vera etologia e zoologia.
Se l'intera opera fosse stata palesemente una finzione, come "Dinosauri" della Disney, non sarei intervenuto... ma allora perché le scene sono intervallate dai commenti di veri paleontologi e ricercatori?

NON CI SARA' MAI QUALCOSA SUI DINOSAURI CHE NON SIA UNA CIOFECA SCIENTIFICA?
PS: Come sempre, SICCOME QUESTO BLOG E' SCIENTIFICO, spero che i lettori abbiano chiaro di cosa sto parlando e non partano nelle solite difese ad oltranza della libertà creativa, del valora ludico dell'arte, e altre solite rimasticate giustificazioni che non hanno niente a che fare con l'onestà intellettuale di fronte a una fiction spacciata più o meno spudoratamente per un documentario.

Se io fossi Alan Grant (post politicamente scorretto)

Uno dei tanti indolenti ragazzini della trilogia di Jurassic Park
Se io fossi al posto di Alan Grant nella famosa scena in cui il ragazzino-volontario agli scavi non considera pauroso il "Velociraptor", ecco come avrei risposto...

Versione Breve: 
...gomitata nello stomaco al ragazzino.

Versione Lunga:
"Immaginate di essere nel Piano Aptiano (il Periodo Cretacico è troppo ampio per focalizzare una scena). Il vostro primo avvistamento di questo maxi-tacchino sarebbe in mezzo alla boscaglia, dato che i dromaeosauridi sono cacciatori d'agguato e praticano imboscate, non essendo ben adatti alla corsa in spazi aperti. Lui si muove come un uccello, dondolando la testa; e voi rimanete fermi perché ve la state facendo addosso, e non per quella stupidata del Tyrannosaurus che non vede i movimenti, dato che tutti i theropodi hanno un'ottima vista. Ed il "Velociraptor" non è diverso. Voi lo fissate, ma lui non vi fissa finché non si accorge di voi. E allora scatta all'attacco. Frontalmente, dato che è solo lui. Sì, perché "Velociraptor" è un cacciatore solitario e tende a sferrare agguati balzando sopra la preda. E vi sta attaccando a morsi, tenendosi aggrappato al vostro corpo grazie alle quattro serie di artigli incurvati nei quattro arti, inclusa la coppia di artigli a falce, con cui tenta di perforarvi la trachea se riuscirà a raggiungere il collo.
Ed è allora che sopraggiungono altri "Velociraptor", per nulla associati al primo. Sì, perché i "Velociraptor" sono cacciatori opportunisti, e come tutti i theropodi mesozoici non perdono l'occasione per rubare una preda ad un altro theropode. Ed è mentre annaspate a terra per dissanguamento e asfissia per la trachea perforata, che i "Velociraptor" lottano tra loro per accaparrarsi quanto più possibile di voi.
Il guaio è che siete ancora vivi, quando i vincitori della lotta cominciano a mangiarvi...
Beh, adesso che lo sai, smettila di credere alla panzanate di Jurassic Park"