29 maggio 2014

Happy Birthday, Aurornis!


Un anno fa, era pubblicato (in versione online) l'articolo che istituiva Auronis xui.
Tanti auguri al mio paraviano basale preferito!

28 maggio 2014

Billy e il Clonesauro - Impronte di Billy

Post di puro svago, e palesemente nerd, ma nel quale cercherò di ragionare come se si trattasse di qualcosa di reale. 
Un amico mi invia una foto che sta circolando sui social network, che dovrebbe essere stata scattata sul set in preparazione di Billy World.

Ovviamente, queste tracce non hanno alcun fondamento reale, sono sicuramente state tracciate senza alcun criterio e logica anatomica, nondimeno, se volessimo giocare ai paleontologi e cercassimo di identificare i potenziali autori di queste tracce, cosa potremmo concludere?
Iniziamo l'indagine descrivendo le tracce. Abbiamo una serie non casuale di solchi a gruppi di tre ciascuno, incisi su una parete verticale alta qualche metro. I solchi sono raggruppabili in tre categorie principali.

Abbiamo serie di solchi inclinati verso sinistra (linee azzurre), solchi inclinati verso destra (linee rosse) e un gruppo inclinato verticalmente (linee verdi). Le triplette di solchi nelle linee azzurre e rosse sono subparallele tra loro, mentre i tre solchi verdi divergono lievemente verso l'alto.
Le dimensioni dei solchi non sono costanti, dato che almeno una tripletta azzurra (in alto a sinistra) è chiaramente più piccola delle altre. Pertanto, qualunque sia l'autore dei solchi, dobbiamo ammettere almeno due esemplari, di cui uno (apparentemente) più piccolo. In alternative, l'autore è uno solo, ma capace di variare l'ampiezza dei solchi.
La persistenza delle triplette ci suggerisce che ci sia un qualche vincolo anatomico a generarli, ovvero, una struttura anatomica che, morfologicamente, genera tre solchi. L'interpretazione più sensata (e in linea col mondo di Billy) è che questa struttura sia il metapodio di un dinosauro munito di artigli affilati e robusti, ovvero, un theropode. Ma quale metapodio? Il piede o la mano? La domanda non è così peregrina, dato che piedi e mani dei theropodi "funzionano" in modo differente, e ciò perché la parte funzionalmente tridattila della mano theropode non è perfettamente omologa seriale del piede. Infatti, la mano tridattila artigliata dei theropodi è formata dalle dita 1-2-3 (per ora, tralasciamo la minoranza che ritiene la mano artigliata tridattila dei theropodi come omologa alle dita 2-3-4), mentre la parte funzionalmente tridattila del piede theropode è formata dalle dita 2-3-4. 
Quindi, questi sono solchi prodotti da una mano o da un piede?

Ipotesi mano.
In base alla postura tipica del torace, l'orientazione lateroventrale dell'articolazione glenoidea e la morfologia articolare del braccio e della mano dei theropodi, per generare questi solchi verticali con la mano, occorre che il theropode si appoggi con il ventre contro la parete, quindi con la schiena diretta verticalmente, e con gli arti anteriori estesi lateralmente, in modo che i palmi della mano siano proiettati ventralmente (e quindi, avendo la schiena verticalmente e parallela al muro, contro la parete). A questo punto, l'animale, facendo presa con il corpo contro la parete, dovrebbe strisciare verso il basso, lasciando i solchi contro la parete.

Ipotesi piede.
Dato che l'arto posteriore dei theropodi è diretto parasagittalmente al corpo, per generare questi solchi con il piede occorre che il theropode possa estendere anteriormente l'arto posteriore oltre il livello della testa, per poi scalciare contro la parete nell'atto di protrarre la gamba. Per fare questo, tuttavia, il nostro theropode deve inclinare il dorso in modo da esporre il più possibile la superficie ventrale parallelamente alla parete. Possiamo quindi immaginare il theropode che, puntellandosi alla parete con la testa, si inclini il più possibile in alto, facendo poi presa sul terreno con uno dei piedi, per poi scalciare contro la parete con l'altro piede.

Entrambe le ipotesi sono potenzialmente possibili, anche se richiedono che il nostro theropode abbia una discreta agilità, dato che deve comunque assumere, in ambo i casi, una postura semieretta con il ventre a ridosso della parete. Pertanto, escludo che un esemplare di dimensioni medio-grandi possa assumere una tale postura. 

Silhouette modificata da Hartman (fonte: Phylopic).


Concludendo, l'autore (o autori) dei solchi nella parete potrebbe essere un theropode di taglia media (massa non-superiore alla mezza tonnellata) che si ponga con il ventre il più possibile aderente alla parete. Nel caso utilizzi le mani, per generare i solchi deve necessariamente strisciare contro la parete tenendo le braccia il più possibile abdotte: tale grado di abduzione dipende da clade a clade, e comunque è impossibile per quei taxa con arti anteriori troppo corti da non poter superare il piano tangenziale alla superficie ventrale del torace (quindi, escludo buona parte dei theropodi non-maniraptoriformi). Nel caso utilizzi i piedi, invece, il numero di candidati aumenta, dato che tutti i theropodi hanno lunghi arti posteriori con postura parasagittale. Anche in questo caso, però, occorre che il theropode assuma una postura semieretta il più possibile aderente con il ventre alla parete.

Ecco come un paleontologo si prende una pausa durante la descrizione di uno scheletro. Me ne torno a fare cose (apparentemente) serie.

27 maggio 2014

Valdoraptor, Thecocoelurus e il taxon da Angeac in Megamatrice - Update

In attesa che il taxon da Angeac sia pubblicato, e le sue eventuali affinità con Thecocoelurus e Valdoraptor siano analizzate in modo rigoroso, ecco cosa accade ad includere tre OTU in Megamatrice basati, rispettivamente, sull'olotipo di Thecocoelurus, sull'olotipo di Valdoraptor, e sul materiale da Angeac pubblicato da Allain et al. (2014). 
NOTA IMPORTANTE: questo risultato è preliminare, dato che parte dall'assunto, necessario per l'analisi, che questi tre OTU siano considerabili come unità tassonomiche distinte (assunto che si può ritenere valido, dato che i tre taxa sono geograficamente e stratigraficamente distinti), ed inoltre, limitato a ciò che finora è attualmente pubblicato da Angeac. Molto probabilmente, questo risultato cambierà quando l'intero materiale francese sarà pubblicato e quindi codificabile.

Valdoraptor. Basato su un metatarso frammentario e poco illustrato, questo taxon è quello più incerto e problematico. Immesso in Megamatrice, Valdoraptor risulta un Dinosauromorpha incertae sedis. Tra le varie posizioni alternative ugualmente parsimoniose, difatti, c'è anche una collocazione in Lagerpetidae, ipotesi che dal punto di vista stratigrafico è estremamente improbabile. In base ai dati noti, Valdoraptor quindi potrebbe anche essere un ornithischio. Ritengo quindi che, fino a una pubblicazione dettagliata dell'esemplare ed una sua comparazione anche con gli ornithischi, sia prematuro attribuirlo a qualche clade particolare in Dinosauria.

Thecocoelurus e il taxon da Angeac. Questi due OTU formano un clade con altri due OTU frammentari senza nome (uno sudamericano ed uno australiano), clade che a sua volta è più vicino a Limusaurus rispetto a Masiakasaurus, Noasaurus ed Abelisauridae. Questo risultato quindi suggerisce che Thecocoelurus e il taxon da Angeac possano essere congenerici (cosa che comunque è soggettivamente influenzata dal genericometro) ed entrambi siano ceratosauri gracili di "grado elaphrosauro".

Ripeto: questo è un risultato preliminare, in attesa della pubblicazione "completa" sul taxon da Angeac.

UPDATE: Quando il problematico Valdoraptor è escluso dall'analisi, Thecocoelurus e il taxon da Angeac risultano in una politomia con gli ornithomimosauri più derivati di Shenshousaurus.

Bibliografia:
Allain R, Vullo R, Le Loeuff J, Tournepiche J-F. 2014. European ornithomimosaurs (Dinosauria, Theropoda): an undetected record. Geologica Acta 12: in press.

26 maggio 2014

Billy e il Clonesauro 4: Dinosauri o Mostri? - AGGIORNAMENTO -

Come si poteva vivere prima di Photoshop?


La mamma dei rumors è sempre incinta. E questa mamma si chiama Internet.
Circolano voci e indiscrezioni sempre più frequenti sul quarto capitolo della Saga di Billy e il Clonesauro, attualmente in preparazione e dal titolo poco fantasioso di “Billy World”.
Sebbene sia probabile che la grande maggioranza dei rumor che circolano online sia falsa (non importa se creati da dinomaniaci in crisi d'astinenza, blogger mitomani o dalla casa di produzione per testare gli umori del pubblico), e che quindi siano informazioni effimere come un nodo basato su una singola omoplasia con CI=0.001, è molto interessante – dal mio punto di vista – osservare le reazioni ed i comportamenti del pubblico, la loro psicologia e le loro (ingenue) contraddizioni.
In questi giorni è circolato un rumor su Billy 4 relativo ad un fantomatico nuovo “super-dinosauro” con caratteristiche “ibride”, che unisce attributi di Tyrannosaurus, Velociraptor, un serpente velenoso e una seppia (hanno dimenticato di includere il coccodrillo e l'orango tango...). Ovviamente, orde di fanatici farisei dinomaniaci si sono strappati le vesti urlando all'eresia!
Anatema, o Israele! Che non si contamini la purezza zoologica di Billy Nostro Clone e Signore! Anatema! Che si rispetti il Messaggio Originale della Trilogia! Che non si tradisca Billy!

Le urla di strazio e scandalo dei dinomaniaci sono giustificate. Creare “chimere” unendo parti di animali differenti, aggiungendo ai dinosauri attributi che non sono loro caratteri naturali, significa abbandonare il Solco Tracciato da Billy e il Clonesauro, significa rinnegare quanto abbiamo visto nei primi film, per entrare nell'orrido mondo dei Monster Movie, contraddicendo ad uno dei capisaldi del successo della saga originaria. Dopo tutto, i dinosauri di Billy e il Clonesauro erano dinosauri, non erano mostri. Erano basati esclusivamente sulle caratteristiche naturali e paleontologiche delle specie estinte reali, non erano mostri creati mescolando in modo artificiale parti e caratteristiche di animali distinti (o, nel caso estremo, attribuendo ai dinosauri connotazioni e capacità sovrannaturali).
Ma sarà vero? Veramente in Billy e Clo (e seguiti) i dinosauri erano “puri”? Oppure anche quello dei “dinosauri puri, non mostri” è l'ennesimo mito, una leggenda, ripetuta in modo zelante dai dinomaniaci, ma di fatto una mistificazione miope che non vuole guardare alla realtà?
Andiamo a controllare.

Tyrannosaurus.
In Billy e Clone 1 abbiamo un Tyrannosaurus privo della sua naturale visione stereoscopica (è incapace di distinguere animali in movimento, attributo invece deducibile dalla morfologia del suo cranio), quindi un animale privato di una sua dote naturale, ma al tempo stesso dotato di una resistenza muscoloscheletrica sovrannaturale. Ad esempio, l'animale deforma senza fatica il telaio di un'automobile – telaio metallico – senza subire alcun danno al suo corpo di carne e ossa. Inoltre, è in grado di raggiungere in corsa un'auto per poi deformarne un fianco a colpi di muso. Inoltre, è capace di trapassare in corsa un tronco d'albero rovesciato senza subire alcun danno. Tutte queste capacità sono impossibili per un animale reale di quella forma e dimensione, costituito da carne, pelle e muscoli. I super-poteri di Tyrannosaurus aumentano nel secondo film, Il Clone Perduto, dove Tyrannosaurus è capace di deformare la carrozzeria di un furgone senza subire alcun danno alla testa, è capace di aprire la carrozzeria di un'automobile con delicati tocchi del suo muso, e lo fa in pochi secondi (lavoro che con una tenaglia idraulica in acciaio richiederebbe molti minuti), è capace di scoperchiare il portello in acciaio di una nave cargo a testate, è capace di accartocciare in corsa un'autobus (generando una valanga di scintille e sbalzando gli occupanti fuori dai finestrini), ed è capace di abbattere un muretto di mattoni e cemento con un piede. In tutti questi episodi, il nostro dinosauro non presenta il minimo graffio o livido, nonostante che il suo corpo in carne e ossa abbia prodotto forze che generalmente sono generate da macchine demolitrici in acciaio con motori e pompe idrauliche, e che sono traumatiche in un corpo animale. Tutte queste capacità sono sovrannaturali per un animale reale, anche quando è grande come un tyrannosauro.
Conclusione: Tyrannosaurus di Billy e Clonesauro non è un animale reale, bensì un mostro con poteri sovrannaturali.

Velociraptor.
Il Velociraptor della trilogia è dotato di numerosi attributi speciali. Oltre alla dimensioni ipertrofiche, corre a 80-100 km in spazi aperti, ed ha la capacità di coordinarsi per realizzare le medesime tattiche di caccia descritte un'ora prima da un ignaro paleontologo che mai aveva visto questi animali in vita. Difatti, è dotato di un'intelligenza speculativa simile a quella umana, come la capacità di riflettere sulla natura delle maniglie delle porte e fare sguardi “cattivi”. Dopo tutto, è più intelligente dei delfini e degli scimpanze (quindi in intelligenza è più prossimo all'uomo che ad ogni altro animale), nonostante che il suo neurocranio abbia il quoziente di encefalizzazione a metà strada tra quello di un varano e quello di una gallina. Quindi, abbiamo un paraviano basale, con un cervello da paraviano basale, ma che “pensa” quasi come un essere umano. Inoltre, nella sua regione laringea presenta una camera di risonanza di forma e dimensione mai viste in un dinosauro, che pare copiata da qualche parte dello xenomorfo di Aliens.
Conclusione: Velociraptor di Billy e Clonesauro non è un animale reale, bensì una chimera con poteri ben al di sopra delle sue reali caratteristiche animali.

Dilophosaurus.
L'esemplare di Dilophosaurus di Billy e Clo ha una vistosa espansione cutanea golare che ricalca quella presente in alcuni squamati attuali, in particolare il clamidosauro australiano. Inoltre, l'animale sputa una bava nera e catramosa, come se fosse un cobra affetto da tabagismo. In breve, questo dinosauro presenta nel suo corpo degli attributi tipici di alcuni squamati, con l'aggravante del fumare troppo.
Conclusione: Dilophosaurus di Billy e Clonesauro non è un animale reale, bensì una chimera, un mostro assemblato con parti di animali distinti.

Spinosaurus.
In Billy e Clone 3, il peggior episodio della serie, abbiamo uno “spinosauro” (che però ha un muso vagamente baryonychino) di dimensioni esageratissime, lungo più di 15-20 metri, con enormi braccia capaci di torcere il collo di un tyrannosauro adulto. Lo stesso Spinosaurus ha un collo in fibra di carbonio che non subisce il minimo danno qualora sia azzannato da un Tyrannosaurus adulto, ha un cranio in acciaio che sfonda col muso l'abitacolo metallico di un aereo da turismo, il corpo di qualche lega kryptoniana che è in grado di abbattere in corsa un'enorme recinzione di cemento e acciaio (ma poi viene fermato da una porta con chiavistello arrugginito... forse perché questo ultimo è in kryptonite).
Conclusione: Spinosaurus di Billy e Clonesauro 3 non è un animale reale, bensì una mostro con poteri sovrannaturali.


Pertanto, se vi state scandalizzando per la presenza di mostri chimerici in Billy World... dove eravate nel 1993, 1997 e 2001? Se avrà un mostro con poteri sovrannaturali, Billy World sarà perfettamente e coerentemente in linea con il solco teratologico e soprannaturale tracciato dai suoi predecessori.

AGGIORNAMENTO DEL 27 MAGGIO 2014:
Solo ora mi accorgo che tutto il tema di questo post, e, di fatto tutto il senso della mia naturale avversione di paleontologo verso i mostri di Billy e il Clonesauro, è espressa perfettamente in una scena apparentemente secondaria del terzo film della trilogia. Paradossalmente, un film così brutto, quello universalmente considerato il peggiore della saga (ma il più onesto nel presentare dei mostrosauri clonati) ha questa piccola gemma di saggezza paleontologica, non a caso espressa da un paleontologo che, come me, è nauseato dai mostri clonosauriani, che distolgono l'attenzione dai veri oggetti della paleontologia, dai veri dinosauri.

«I dinosauri sono vissuti 65 milioni di anni fa. Ciò che oggi ci è rimasto sono dei fossili nelle rocce. Ed è dalle rocce che i veri scienziati giungeranno alle vere scoperte. Ciò che ha fatto John Hammond con la InGen a Jurassic Park è stato creare con l'ingegneria genetica dei mostri per dare vita ad un parco a tema, né più né meno».
Alan Grant

24 maggio 2014

Valdoraptor è un ornithomimosauro?

Il Cretacico inferiore inglese è noto per alcuni theropodi di taglia medio-piccola relativamente frammentari e basati su resti non-comparabili tra loro.
Ad esempio, Thecocoelurus è basato su una vertebra cervicale parziale che presenta caratteri in comune con gli abelisauroidi ed i maniraptoriformi. Valdoraptor è invece basato su un metatarso incompleto che condivide con i noasauridi la compressione mediolaterale della diafisi del secondo metatarsale. Apparentemente, tutti questi resti suggeriscono la presenza di vari taxa distinti.
Recentemente, Allain et al. (2014) hanno descritto brevemente alcuni resti da una bonebed a theropodi recentemente scoperta nel Cretacico Inferiore francese. I resti di questa bonebed sono interpretati come appartenenti ad un nuovo ornithomimosauro, che Allain et al. (2014) dichiarano sarà – prossimamente – l'oggetto di una formale descrizione con istituzione di un nuovo taxon. Nell'attuale studio, Allain et al. (2014) confrontano alcuni degli esemplari da questa bonebed francese con i taxa dal Cretacico Inferiore inglese (tra cui Thecocoelurus e Valdoraptor) e mostrano che tutti questi taxa condividono numerosi caratteri derivati. Gli autori quindi concludono che Thecocoelurus e Valdoraptor sono nomina dubia, mancando di autapomorfie, ma che i loro resti sono comunque riferibili a Ornithomimosauria dato che mostrano le medesime caratteristiche dei resti dalla bonebed francese.

In attesa di avere la descrizione ed istituzione formale del nuovo ornithomimosauro, evito di pronunciarmi sul suo stato tassonomico. Tuttavia, come nota Darren Naish (online), se seguiamo correttamente la logica di Allain et al. (2014), allora ammettiamo che il nuovo taxon francese è confrontabile direttamente con Thecocoelurus e Valdoraptor, quindi dobbiamo ammettere che Thecocoelurus e Valdoraptor presentano caratteri diagnostici (che, difatti, permettono di riferire nuovi esemplari – in questo caso i resti francesi – a loro). Pertanto, sarebbe più corretto affermare che il nuovo taxon francese (se effettivamente si tratta di un singolo taxon) sia riferibile a Thecocoelurus ED ANCHE A Valdoraptor, ovvero, che Valdoraptor è un sinonimo junior di Thecocoelurus e che questo ultimo è il nome del taxon rinvenuto nella bonebed francese.

A questo proposito, è molto interessante notare che Allain et al. (2014) riconoscano che questi resti presentano sinapomorfie anche con gli abelisauroidi (il pattern di pneumatizzazione nelle cervicali di Thecocoelurus, molto simile a Masiakasaurus, e la morfologia metatarsale in Valdoraptor, molto simile ai noasauridi, tra cui Masiakasaurus), e che nella bonebed sia presente un dentale privo di denti (carattere derivato in Ornithomimosauria ma anche presente nell'abelisauroide Limusaurus).

E se Valdoraptor, ovvero, Thecocoelurus, fosse proprio un noasauride e/o “limusauro” europeo?
La risposta a questa domanda sarà possibile solamente con la pubblicazione di tutti i resti francesi.

Bibliografia:
Allain R, Vullo R, Le Loeuff J, Tournepiche J-F. 2014. European ornithomimosaurs (Dinosauria, Theropoda): an undetected record. Geologica Acta 12: in press.

18 maggio 2014

Evgenavis, Fortunguavis, Tianyuornis

Trittico di nuovi aviali per la gioia di chi ama i micro-theropodi Mesozoici, pubblicati in questi giorni.
O'Connor et al. (2014) descrivono un tarsometatarso quasi completo e conservato tridimensionalmente dal Cretacico Inferiore della Russia. L'esemplare è approssimativamente simpatrico con Mystiornis, ma se ne distingue per una differente combinazione di caratteri (inclusa la presenza del quinto metatarsale) ed istituiscono Evgenavis nobilis. Evgenavis è molto interessante, dato che presenta una combinazione di caratteri presenti in Confuciusornis ed in alcuni ornithothoracini. Gli autori ipotizzano una possibile affinità con i confuciusornithidi, sebbene la loro analisi filogenetica non supporti questa ipotesi e collochi Evgenavis in Enantiornithes.
Wang et al. (2014) descrivono i resti quasi completi ed articolati di un nuovo enantiornithe dal Cretacico Inferiore della Cina, ed istituiscono Fortunguavis xiaotaizicus. Fortunguavis ha un piede relativamente robusto ed ungueali del piede molto incurvati, morfologia che gli autori interpretano come adattamento scansorio.
Zheng et al. (2014) descrivono infine un esemplare completo ed articolato di ornithuromorfo dal Cretacico Inferiore della Cina ed istituiscono Tianyuornis cheni. L'esemplare mostra un grado intermedio di ossificazione di carpometacarpo e tarsometatarso ed è interpretato come subadulto. Gli autori interpretano Tianyuornis come un hongshanornithide, sebbene non testino la loro ipotesi tramite un'analisi filogenetica.
Immessi in Megamatrice, questi tre aviali occupano le seguenti posizioni:
Evgenavis risulta un enantiornithino eocathayornithide.
Fortunguavis si colloca nel ramo “shenqiornithino” di Bohaiornithidae.
Tianyuornis risulta un euornithino più vicino al crown-group rispetto ad Hongshanornithidae (e quindi, esterno a Hongshanornithidae).




Bibliografia

O’Connor JK, Averianov AO, Zelenkov NV (2014) A confuciusornithiform (Aves, Pygostylia)-like tarsometatarsus from the Early Cretaceous of Siberia and a discussion of the evolution of avian hind limb musculature, Journal of Vertebrate Paleontology, 34: 647-656.
Wang M, O’Connor JK, Zhou Z (2014) A new robust enantiornithine bird from the Lower Cretaceous of China with scansorial adaptations, Journal of Vertebrate Paleontology, 34:3, 657-671.
Zheng X-T, O'Connot JK, Wang X-L, Zhang X-M, Wang Y (2014) New information on Hongshanornithidae (Aves: Ornithuromorpha) from a new subadult specimen. Vertebrata PalaAsiatica 52: 217-232.



13 maggio 2014

Deinocheirus, una storia di frammentarietà, inferenze ed iconografie

Fonte: Saurian.blogspot.com
In meno di un anno, uno dei dinosauri più enigmatici ed impressionanti è stato "risolto".
Scoperto nel 1965, descritto nel 1970, Deinocheirus mirificus è entrato a pieno titolo nell'immaginario mitico dei dinosauri grazie al perfetto mix di dimensioni enormi e frammentarietà. Per quasi 45 anni, l'unico esemplare noto di questo theropode era difatti l'olotipo, comprendente gli arti anteriori con i cinti pettorali molto ben conservati, una manciata di frammenti di vertebre e coste e niente altro. Le enormi dimensioni delle ossa preservate, inclusi gli ungueali delle mani, lunghi circa 30 cm, robusti e moderatamente falciformi, lasciavano immaginare un dinosauro straordinario. L'assenza del resto del corpo era perfetto per lasciare la fantasia libera di speculare, per "colmare" le parti mancanti.
Sebbene sia poco noto, le affinità ornithomimosauriane di Deinocheirus furono riconosciute quasi subito, e sebbene nelle letteratura popolare siano circolate ricostruzioni "carnosauriane" o "deinonichosauriane", quando non "mostri" completamente di fantasia, la combinazione di scapola con acromio allungato, omero subrettilineo e gracile, ridotta cresta deltopettorale, e metacarpali di lunghezze comparabili, era una robusta indicazione che Deinocheirus fosse un ornithomimosauro gigante.
La scoperta di due nuovi esemplari, tra il 2006 ed il 2009, comprendenti resti degli arti anteriori (con la morfologia dell'olotipo) assieme a una serie vertebrale quasi completa, un bacino e parte degli arti posteriori, e la "restituzione" alla Mongolia di altri resti, tra cui un cranio completo (probabilmente resti provenienti da uno dei due nuovi esemplari), ha completato il mosaico di Deinocheirus.
In attesa delle descrizioni ufficiali, non conviene parlare nel dettaglio delle caratteristiche di Deinocheirus. Al tempo stesso, è interessante constatare come l'identificazione ornithomimosauriana, basata sulle caratteristiche dell'olotipo, sia confermata e ulteriormente rafforzata dai nuovi resti: questo dimostra che anche resti frammentari, se analizzati con rigore, possono essere collocati con sicurezza nel gruppo a cui appartengono, e che la analisi dei caratteri morfologici derivati sia lo strumento chiave per la classificazione dei fossili. Non stupisce che le interpretazioni basate sull'analisi dei caratteri morfologici abbiano vinto sulle speculazioni più bizzarre o stravaganti, o sulle argomentazioni morfofunzionali o meramente adattative. 
Al tempo stesso, i nuovi resti di Deinocheirus presentano caratteristiche del tutto inattese e che difficilmente sarebbero state dedotte dai resti originari. La morfologia di Deinocheirus è infatti molto derivata e peculiare, in termine tecnico "molto autapomorfica", e tali pecuiliarità non potrebbero essere dedotte per inferenza filogenetica, dato che questa ultima determina caratteri condivisi con altri taxa e quindi non deduce caratteri unici non-preservati. Questo risultato non deve stupire: la scienza si basa su ciò che dispone, non su ciò che è ignoto, e non si può sostenere qualcosa se privo di prove. Ciò deve essere un monito per chi, impropriamente, usa l'inferenza filogenetica per "colmare" le parti mancanti di un taxon: sebbene sia utile per dedurre potenziali caratteri condivisi con taxa imparentati, questo strumento non permette di prevedere eventuali caratteri unici del taxon ricostruito.
Infine, è interessante constatare che nessun paleo-artista avesse ipotizzato alcune delle unicità di Deinocheirus: esso veniva ricostruito semplicemente come una versione gigante e generalizzata di un ornithomimide. Questa tendenza "conservativa" nel ricostruire un animale molto frammentario è probabilmente saggia (nelle ricostruzioni, meglio difettare negli orpelli piuttosto che abbondare in invenzioni), ma è anche un'indicazione di come, probabilmente, qualsiasi ricostruzione paleoartistica sia, intrinsecamente, sempre in difetto rispetto alla realtà.  O che, quando eccede nella speculazione, crea mostri poco realistici.

Ci sono più peculiarità in Deinocheirus, o Orazio, di quante ne abbia create la tua paleoarte.

07 maggio 2014

Alioramus (Qianzhousaurus) sinensis

Fonte: phys.org

Le forme più derivate di Tyrannosauroidea, ristrette alla seconda metà del Cretacico, si distinguono dal resto del clade nell'evolvere crani relativamente più robusti, espansi dorsoventralmente. Queste caratteristiche sono controllate ontogeneticamente, e si manifestano nell'individuo adulto. Come prassi dei grandi dinosauri, gli esemplari adulti spesso presentano crani molto modificati rispetto ai giovani. Alioramus è un tyrannosauroide del Cretacico superiore che si differenzia dalle forme coeve nel presentare crani molto più allungati a livello del rostro (con conseguente aumento nel numero dei denti), oltre ad una serie di ornamentazioni caratteristiche. Le due specie note di Alioramus, A. remotus e A. altai, sono basate su esemplari con crani molto simili, sia nella morfologia che nelle dimensioni. Sebbene non ci siano dati ontogenetici sull'olotipo di A. remotus, per A. altai è probabile che sia basato su un esemplare subadulto. Tale interpretazione ontogenetica si assume, quindi, per il simile (dimesionalmente e morfologicamente) olotipo di A. remotus.
La validità di Alioramus è stata messa in discussione, in quanto è possibile che le unicità di questo taxon siano (almeno in parte) esacerbate dallo stadio non completamente maturo degli olotipi delle sue specie.
Un nuovo esemplare di tyrannosauroide dal Cretacico Superiore della Cina, tuttavia, conferma le unicità di Alioramus anche in un esemplare dimensionalmente più grande (e, si presume, ontogeneticamente più maturo) rispetto agli esemplari noti di Alioramus altai e A. remotus. Questo nuovo esemplare è riferito ad un nuovo taxon, Qianzhousaurus sinensis, da Lu et al. (2014).
Il cranio dell'olotipo di Q. sinensis è lungo circa 90 cm, contro i circa 65 dell'olotipo di A. altai. Come le due specie di Alioramus, Qianzhousaurus presenta un rostro molto alluntato, una finestra mascellare ellittica ed espansa in lunghezza, un maggior numero di denti dentali rispetto agli altri tyrannosauroidi tardo-cretacici, ed una serie di pronunciate ornamentazioni nel nasale. Questi caratteri, in origine diagnostici (autapomorfici) del genere Alioramus, sono ora considerati diagnostici (sinapomorfie) di un nuovo clade, Alioramini. L'erezione del nuovo genere Qianzhousaurus e del clade Alioramini mi pare superflua: Q. sinensis può ugualmente essere considerato una nuova specie di Alioramus, dato che presenta i caratteri considerati diagnostici del genere. Il fatto che le analisi filogenetiche di Lu et al. (2014) non risolvano le relazioni tra Q. sinensis, A. remotus e A. altai, ci suggerisce di seguire una tassonomia prudente e conservativa, ovvero di chiamare “Alioramus” il gruppo comprendente altai, remotus e sinensis (ovvero, Alioramini di Lu et al.), in modo che, qualora nuovi dati collochino sinensis più vicino ad una delle due specie di Alioramus già definite non occorra stravolgere la tassonomia di sinensis o di altai (remotus è la specie tipo del genere, quindi resta sempre in Alioramus indipendentemente dalla topologia risolta). Pertanto, io preferirei usare il termine Alioramus sinensis invece che istituire un nuovo genere che può risultare un sinonimo di Alioramus e/o fonte di instabilità tassonomica.
A parte queste discussioni meramente tassonomiche, la scoperta di un cranio di morfologia “Alioramus” ma di dimensioni maggiori di quelle degli esemplari finora noti conferma che quella morfologia non è un “artefatto ontogenetico” viziato dall'uso di esemplari immaturi, bensì una reale linea evolutiva tyrannosauroide. Ciò è confermato dalla presenza, nell'olotipo di A(Q.) sinensis, di caratteri tipici di stadi ontogenetici maturi dei tyrannosauroidi derivati, e assenti negli esemplari (dimensionalmente più piccoli) degli altri Alioramus.

Bibliografia:


Lu¨, J. et al. 2014. A new clade of Asian Late Cretaceous long-snouted tyrannosaurids. Nature Communications. 5:3788 doi: 10.1038/ncomms4788.

06 maggio 2014

Questo non è un pesce d'Aprile

Cranio completo ed articolato di Deinocheirus e metatarsi. (Fonte: Infomongolia).
Finalmente, il rumor che circolava tra gli addetti ai lavori ha ricevuto la definitiva conferma ufficiale.
Esiste un cranio completo ed articolato di Deinocheirus, che finalmente ha raggiunto la sua sede naturale, un'istituzione scientifica ufficiale in Mongolia.
Ora, c'è solo da attendere la descrizione completa di tutti questi terribili e meravigliosi resti.

05 maggio 2014

Star Wars Day sensu Theropoda


Oggi è lo Star Wars Day, la giornata perfetta per riproporre un vecchio post lukasiano e personale.
Ed ora torno a completare la descrizione delle nuove ossa di Tataouinea...